Triste destino ebbe il figlio di Napoleone, il suo vero e unico erede.
Non solo perché morì giovanissimo, ma anche perché gli toccò in sorte il peggior fato che potesse capitare al figlio dell’ex imperatore di Francia: quello di essere dimenticato.
Diradiamo allora insieme la nebbia della storia intorno a questo personaggio tragico, degno di una tragedia dell’Alfieri.
Il 2 dicembre 1804 Napoleone diviene imperatore. Accanto a lui, l’amatissima Josephine.
Il sogno dell’imperatore è quello di dar vita a una vera e propria dinastia imperiale, ma per farlo ha bisogno di una cosa in primis: un erede.
Josephine, forse per l’età (lei era di 6 anni più anziana di lui), forse a causa dello stress che aveva subito anni prima, durante il periodo del Terrore, quando aveva rischiato la ghigliottina, non riesce a dare figli a Napoleone.
Ma l’ambizione dell’ex generale corso non conosce limiti: il 15 dicembre 1809, in una cerimonia pubblica a les Tuileries, dichiara di essere pronto a rinunciare “al più grande affetto del mio cuore” per il bene della Francia. Tradotto: il divorzio da Josephine è necessario per portare avanti il suo progetto dinastico.
Appena tre mesi dopo Napoleone sposa Maria Luisa d’Austria, figlia dell’imperatore asburgico Francesco II.
Il 20 marzo 1811, dopo un parto complicato, viene alla luce il tanto sospirato erede: Napoleone Francesco Giuseppe Carlo Bonaparte, insignito subito del titolo di “Re di Roma”. Si racconta che la nascita fu talmente complicata, che si palesò anche l’ipotesi di scegliere tra la vita della madre o del bambino e che Napoleone pare abbia risposto: con Maria Luisa posso farne altri.
Fortunatamente, la scelta non fu necessaria e centouno colpi di cannone annunciarono la nascita di un maschio.
Il titolo di “Re di Roma” serviva per ricordare al Papa che Roma non era più sua, ma faceva parte dei 130 dipartimenti francesi: adesso, l’Urbe era solo il “Dipartimento del Tevere”.
Purtroppo, il bambino non avrà le fortune sperate. Lui e il padre si vedranno per l’ultima volta nel 1814, poco prima della sconfitta di Napoleone.
Costretto insieme alla madre ad abbandonare la Francia, il bambino cresce a Vienna, alla corte del nonno paterno, che chiede alla madre di dichiarare il bambino illegittimo, dal momento che il matrimonio tra Napoleone e Josephine non era stato annullato dal Papa in persona, risultando quindi ancora valido agli occhi del mondo cattolico.
Al rifiuto di lei, sarà trasferita a Parma, mentre Napoleone II crescerà alla corte viennese, in mano ai nemici di Napoleone ormai confinato a Sant’Elena.
Il nonno lo nominerà Duca di Reichstadt, e non lo chiamerà mai Napoleone, quasi come per cancellare il ricordo del padre. Crescerà col nome, molto più austriaco, di Franz.
Il DNA del padre però è forte in lui: il giovane Franz sviluppa un grande amore per la vita militare, tanto che non toglie mai l’uniforme e ad appena 12 anni diviene cadetto dell’esercito austriaco. Viene descritto come un bambino serio, intelligente e determinato, piuttosto alto per la sua età. A soli 17 anni aveva già superato il metro e ottanta.

Le monarchie europee hanno però su di lui il sospetto che possa seguire le orme del padre. Gli Austriaci lo tengono continuamente sotto controllo e, soprattutto, lontano dalle dinamiche politiche.
Cresciuto, Franz si accorge di questo ferreo e subdolo controllo. Di tutta risposta, si avvicina al mito del padre, ripudiando addirittura la madre, che considera “gentile, ma debole: non la moglie di cui mio padre abbisognava”. Anzi, arriva a desiderare di essere stato figlio di Josephine: secondo lui, se il padre fosse rimasto con lei, non sarebbe mai finito in esilio a Sant’Elena.
Purtroppo, questa non è la storia di un figlio che parte alla ricerca del padre sperduto su un’isola lontana e con lui torna per riconquistare ciò che gli spetta. Non c’è nessun Telemaco e nessun Odisseo qui, solo tanta sfortuna: nel 1832, all’età di soli 21 anni e dopo essersi riconciliato con la madre, morì di tisi, senza essersi mai sposato o aver generato figli.
Giulia Faina
Visita guidata tematica: EI FU – Napoleone e i Bonaparte al Museo Napoleonico