Roma città d’arte e d’amore, con panorami romantici dall’alto dei suoi colli, racconta storie intense vissute dai suoi figli più celebri.
Chi non conosce l’intensa storia d’amore vissuta tra Marco Antonio e Cleopatra: i due si innamorarono quando lei venne a Roma da Giulio Cesare, il padre di suo figlio Cesarione, e Antonio era il più importante generale del dittatore.
È la storia di una coppia di amanti come quella di Romeo e Giulietta: il loro amore fu sofferto e, come raccontò William Shakespeare, fu una grande tragedia d’amore.
Anche Dante Alighieri narrò questa storia nel suo Inferno.
Un amore proibito, come quello che avvolse il cardinale Rodrigo Borgia, futuro papa Alessandro VI, quando incontrò Giulia Farnese per la prima volta. Lei era una bambina di appena 9 anni e sarebbe diventata la concubina più famosa del Cinquecento, la sponsa Christi e di tormenti al papa ne seppe dare, forte dell’ascendente che esercitava su di lui.
Anche Margherita Luti ha dedicato la sua vita al suo unico grande amore. Lui era il divin pittore, uomo libertino, bello e corteggiato, ma non incline al matrimonio, almeno fintanto che il suo cuore non fu letteralmente rapito quando il suo sguardo incrociò, uscendo dalla Villa Chigi alla Lungara (oggi Villa Farnesina), la bella e giovanissima Fornarina (aveva solo 13 anni!), mentre sul balcone sopra il forno di suo padre pettinava i suoi lunghi capelli neri.
Un amore puro, intenso e vero – a dispetto delle elucubrazioni di Giorgio Vasari – quello tra il grande Raffaello e la sua Fornarina. Un amore breve, purtroppo, per la precoce morte dell’artista, stroncato da una polmonite, seguito dalla Fornarina solo due anni dopo, ritiratasi in convento, perché certa che nessun altro uomo sarebbe potuto entrare nel suo cuore.
Gli artisti del Cinquecento e Seicento, uomini eclettici in tutto e in tutte le arti, anche in quella dell’amore.
Poteva un artista dedicarsi ad un solo amore?
Il cuore di Caravaggio era talmente grande che riusciva ad amare diverse persone contemporaneamente e con egual intensità.
Ma forse l’unico vero amore fu Maddalena Antognetti, conosciuta come Lena, cortigiana, concubina di Monsignor Crescenzi, dal quale aveva avuto il figlio Paolino, che per amore del bel Michelangelo lasciò per sempre il mestiere per abbracciare quello onesto di lavandaia, nella speranza che Caravaggio la scegliesse tra tutte e la conducesse all’altare.
E forse sarebbe anche accaduto se Caravaggio, condannato a morte per un omicidio che effettivamente non aveva commesso, non fosse fuggito da Roma, senza riuscire più a tornare.
La morte sopraggiunse prematuramente, si sa (Caravaggio non aveva ancora 39 anni), e forse fu la sola responsabile del mancato coronamento del sogno d’amore tra i due.
Abnegazione totale è stato invece l’amore che ha animato il cuore di Anita che, insieme al suo Josè, ha sposato anche la causa dell’eroe dei due mondi Giuseppe Garibaldi. Il Gianicolo è stata un’intensa tappa dell’amore di questi due sposi che insieme hanno combattuto per un’Italia libera e unita alla quale la bella Anita ha dato tutto, persino la sua giovane vita che si è spenta all’alba dei suoi 28 anni.
Ma Roma ci narra anche amori intensi e immaginari, che si compongono di tante storie che altri artisti, i poeti, hanno voluto immortalare.
L’amore intenso e tormentato tra Tosca, famosa cantante lirica, e Mario Cavaradossi, pittore con idee opposte al Papa-re. Scarpia è la serpe in seno che si annida nella storia che culmina con la morte dei tre protagonisti.
Anche l’ilare storia di Rugantino e Rosetta finisce in tragedia e lui, pur di dar prova del suo coraggio, sceglie la morte che li dividerà per sempre.
Grande Roma. Non a caso il tuo nome si legge amoR!
Anna Maria




