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La negazione di Pietro, Caravaggio

Pietro è ritratto davanti ad un camino nel cortile del sommo sacerdote mentre una donna lo accusa di essere un seguace di Cristo.

Il dito puntato del soldato e due dita puntate della donna alludono alle tre accuse e alle tre smentite di Pietro.

La scena a cui si è ispirato Caravaggio è narrata nei Vangeli; si tratta dei momenti successivi alla cattura di Cristo, quando san Pietro nega di conoscerlo, nella speranza di non essere arrestato dai soldati che hanno catturato Gesù.

Sulla tela ci sono dunque tre personaggi: Pietro, che nega categoricamente di conoscere Cristo subito dopo il suo arresto, a destra; la donna, che precedentemente aveva visto san Pietro in compagnia di Gesù, al centro, e la guardia posta a sinistra, che raccoglie la denuncia della donna che ha l’intenzione di farlo catturare, poiché lo credeva pericoloso.

Gesù aveva profetizzato il rinnegamento da parte di Pietro molto prima della sua cattura, dicendo direttamente al discepolo “…prima del canto del gallo mi rinnegherai tre volte”.

Il quadro, meraviglia della concisione narrativa oltre che pittorica, fu dipinto da Caravaggio negli ultimi mesi della sua vita tempestosa e segna una tappa estrema nel suo stile rivoluzionario.

I gesti dei protagonisti sono fondamentali: l’atteggiamento di san Pietro, pur senza parlare, rende “udibile” la celebre negazione “Io? Non sono quello che cercate!”; la donna indica con la mano l’apostolo e ci comunica la certezza di averlo riconosciuto; mentre la mano alzata della guardia ci trasmette l’intimidazione contro Pietro, per indurlo a dire la verità.

Nessuna delicatezza e bellezza del colore, quindi, ma una straordinaria penetrazione psicologica, rende ancor più evidente il dramma umano. 

Il dipinto è registrato per la prima volta nel 1624 nella collezione Savelli di Roma, dove è stato studiato da un certo numero di artisti. Venduto poi a dei nobili svizzeri, passò nella collezione privata di Herman Shickman che nel 1977 lo donò al Metropolitan Museum of Art di New York

Nelle ultime opere di Caravaggio, il fondo scuro è sempre più intenso: pare che ciò dipenda dal fatto che, coinvolto in una brutta rissa in un’osteria di Napoli, subì notevoli danni alla vista che investirono la sua attività, costringendolo (come in questo caso) a fare molta più attenzione alla realizzazione, al fine di evitare grossolani errori.

Uno stratagemma fu quello di porre pochi dettagli nella scena: in questo modo, il rischio di effettuare dei grossolani errori si sarebbe ridotto drasticamente.

Ma nonostante ciò, Caravaggio continuò a prestare grande attenzione ai movimenti ed alle espressioni dei protagonisti, dettaglio che resta era uno dei punti di forza delle sue tele.

Anna Maria

Visita guidata tematica: Caravaggio, la spada e la carità

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