L’immagine di copertina è uno scatto di Gianpaolo Mosti, Socio Calipso. Diritti riservati
È stagliato lì, sul lungotevere, imponente e sovrano, con in cima un angelo, a vigilare sui passanti e sui cittadini, narratore di storia, di difesa, di morti. È uno dei simboli della città di Roma, insieme a San Pietro, al Colosseo e a Fontana di Trevi: è Castel Sant’Angelo.
Adriano, imperatore dal 117 al 138, non ha mai vissuto a Roma. Città troppo caotica, preferì costruire la sua dimora nella quiete della campagna tiburtina. Ma per la vita eterna scelse l’Ager vaticanus, già all’epoca luogo di sepoltura, costruendovi un maestoso mausoleo, magnifico e ricco, annettendolo alla città con un ponte, pons Aelius, costruito proprio davanti la porta d’ingresso della sua tomba monumentale.
Questo monumento ha una storia atipica nel panorama storico-artistico della capitale: mentre tutti gli altri di epoca romana vengono travolti, ridotti a rovine o a cave di materiali di spoglio da riciclare in nuovi edifici, Castel Sant’Angelo, attraverso una serie ininterrotta di sviluppi e trasformazioni, accompagna per quasi duemila anni le sorti e la storia di Roma.
Da monumento funerario ad avamposto fortificato, da splendida dimora rinascimentale a oscuro e terribile carcere, da luogo di esecuzioni a museo, Castel Sant’Angelo incarna nei solenni spazi romani, nelle possenti mura, nelle fastose sale affrescate, le vicende della Città Eterna dove passato e presente appaiono indissolubilmente legati.
La storia di Castel Sant’Angelo coincide sostanzialmente con quella di Roma ed è impossibile scindere queste due entità così profondamente compenetrate: i mutamenti, i rivolgimenti, le miserie e le glorie dell’antica Urbe sembrano riflettersi puntualmente nella massiccia mole che da quasi duemila anni si specchia nelle pigre acque del Tevere.
Grazie alla sua struttura solida e fortificata ed alla sua fama di imprendibilità, il Castello fu trasformato per volere di Papa Niccolò III Orsini in sede dell’Archivio e del Tesoro Vaticani, annettendolo alla vicina San Pietro con il ben noto “passetto”.
Con il cambiamento di funzione, l’aspetto e l’impianto del Castello vengono rimodellati attraverso una lunghissima serie di interventi che si snodano nel corso di quattro secoli. Nuove strutture si assommano a quelle preesistenti, alterandole, modificandone l’uso, talvolta cancellandole, in un processo di metamorfosi ininterrotte che sembrano scivolare l’una nell’altra senza soluzione di continuità.
La storia lunghissima dell’edificio sembra essersi sedimentata nel complicato intrico di sotterranei, ambienti, logge, scale e cortili che costituiscono l’attuale assetto del Castello.
Visitando Castel Sant’Angelo è possibile seguire tutta la sua lunga trasformazione, assaporando la storia e le storie di coloro che vi sono passati e godendo, dalle logge e dalle terrazze, la magnificenza della nostra Roma che si allarga alla vista del visitatore investita dalle luci notturne, quando sono previste le aperture serali, o respirare la sua bellezza, quando è baciata dal sole.
Anna Maria
Visita guidata tematica: Castel Sant’Angelo




