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Beatrice Cenci, nei luoghi di una tragedia storica

La bellezza e giovinezza di Beatrice, il difficile ambiente familiare, le passioni torbide e i soprusi di un padre violento e dissoluto, l’incesto, la vendetta, l’espiazione ed il supplizio finale, sotto l’occhio vigile di un Papa malato di cupidigia, sono la cornice storica della tragedia di una giovane nobile romana.

La vita di Beatrice Cenci è ricostruita dagli atti del processo ed altri atti giudiziari dell’epoca; alcuni passi sono letti lungo il percorso.

Gli argomenti trattati sono duri e pertanto sconsigliati ai bambini.

Gli articoli di approfondimento:
Il più bel quadro di Caravaggio
Il nostro articolo pubblicato su ROMATODAY

  • Contributo partecipativo all inclusive (visita guidata + wisper, se necessario: Soci € 10,00; U25 € 8,00; minori gratis (wisper a pagamento su richiesta: € 2,00)
  • Modalità di pagamento: in loco

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Prenotazione obbligatoria. Le adesioni vanno compilate  il PRENOTA LA VISITA in alto

Se non verrà raggiunto il numero minimo di 5 iscritti entro le ore 20.00 del giorno precedente della visita, questa verrà annullata e gli iscritti riceveranno comunicazione via mail o sms.

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Data

18 - Ago - 2022
CONCLUSO

Ora

21:00 - 23:00

Luogo

Piazza delle Cinque Scòle
Roma

Organizzatore

Associazione Culturale Calipso
Telefono
3401964054
Email
associazioneculturalecalipso@yahoo.com

La Roma nel suo massimo splendore è la Roma barocca, la Roma di Bernini e Borromini. Due grandi artisti così diversi, così opposti, ma con un estro comune: l’arte.

Sono coetanei. Gian Lorenzo Bernini è nato a Napoli nel 1598; Francesco Castelli, detto Borromini, nel Canton Ticino nel 1599.

Mentre il giovane Gian Lorenzo, figlio del grande Pietro Bernini, arriva a Roma all’età di soli 7 anni ed è benvoluto tra le corti più importanti, Francesco completa il suo apprendistato da scalpellino alla fabbrica del Duomo di Milano e arriverà a Roma solo nel 1619, all’età di 20 anni.

Collaboreranno fianco al fianco sia al Baldacchino di San Pietro, sia a Palazzo Barberini. Qualcosa non li farà più essere complici, ma rivali. Dal 1629 in poi i due si combatteranno. Chi vincerà? Non ci è dato saperlo.

Le loro opere rendono Roma una città unica e straordinaria. La Fontana dei Quattro Fiumi troneggia maestosa in Piazza Navona mentre le cede il passo la bellezza di Sant’Agnese in Agone; ma alle sue spalle la misteriosa Sant’Ivo alla Sapienza cela molti segreti nel suo palazzo e fa capolino al sinuoso Oratorio dei Filippini che avvista, con la sua Torre dell’Orologio, la meraviglia delle meraviglie: la cupola di San Pietro che, con il suo colonnato, abbraccia il fedele.

Con delle braccia come che abbracci ognuno che entri

Fastoso, ricco e scenografico, il Bernini, ma anche ammaliatore, tanto da saper accattivare le attenzioni perfino di coloro che lo osteggiano; sobrio, elegante e matematico, il Borromini, ma tanto introverso da veder troppe volte il rivale “soffiargli” l’incarico o addirittura godere i meriti della sua fatica. Diverse interpretazioni del Barocco, le loro; eppure la loro arte e le loro vite si sono intrecciate fino a tessere uno dei racconti più affascinanti di Roma, che tra storie vere e leggendarie, resta una delle realtà più note tra i vicoli dell’Urbe. Chi non conosce la rivalità tra Bernini e Borromini e della loro arte che li unisce e li divide? Ma quale rivalità è storia e qual altra leggenda?

Isabella Leone