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Lo “sfratto” di Pitigliano

E che sarà mai questa strana cosa, che suona cupa alle nostre orecchie?

È solo un ottimo dolce tipico della Maremma toscana, ma il suo nome è tutto dire!

In passato, Pitigliano ospitò una fiorente comunità ebraica. In realtà, la città continua ad essere conosciuta come la “Piccola Gerusalemme della Toscana”.

Nei primi anni del Seicento tutti gli abitanti ebrei di Pitigliano, Sovana e Sorano furono costretti da un editto di Cosimo II de’ Medici a lasciare le loro case per trasferirsi nel Ghetto.

Ma i poveretti, ovviamente, non volevano ottemperare. E così il Granduca mandò il Messo Notificatore a intimare lo sfratto che usava picchiare sulla porta della casa ebrea con un bastone.

Un secolo dopo, gli Ebrei di Pitigliano vollero commemorare questo triste evento creando questo dolce, in contrapposizione a tanto amaro ingoiato.

Si dice infatti che lo sfratto abbia una forma simile ai bastoni utilizzati per “bussare” alle abitazioni degli Ebrei.

Oggi, si può passeggiare tra i vicoli e le stradine di Pitigliano – cittadina veramente deliziosa con aria d’altri tempi – e trovare ciò che rimane del suo ghetto ebraico. La cittadina tutta fa parte di un museo sulla cultura ebraica, ma c’è anche un piccolo panificio che prepara ancora questi deliziosi dolci.

Una frolla allungata ripiena di miele, noci tritate e scorzette d’arancio, il tutto aromatizzato con noce moscata e semi di anice. Il bastoncino così creato, viene spennellato con latte o tuorlo d’uovo e cotto in forno.

È possibile che lo sfratto attinga a un’antica ricetta etrusca, poiché questi ingredienti erano usati anche nei secoli precedenti dalle popolazioni autoctone, ma certo è che ha un sapore dolce e un profumo intenso!

Se Pitigliano è troppo lontano, si può provare a farlo a casa: è un po’ laborioso, ma il risultato finale è ottimo!

Io ci ho provato, fallo anche tu. Ecco la ricetta:

Unisci tutti gli ingredienti (125g di farina bianca, 1 uovo, buccia d’arancia grattugiata, 80r di burro morbido e, a filo, ¼ bicchiere di vino bianco dolce) per la pasta nella ciotola di un frullatore elettrico.

Sbatti fino a quando il composto diventa una pasta liscia e morbida.

Lascia riposare e intanto prepara il ripieno.

In una piccola casseruola, sciogli 150g di miele a fuoco molto basso. Aggiungi 150g di noci e la scorzetta di arancio candita (o semplicemente canditi, più facilmente reperibili) e aromatizza con 1/2 cucchiaino di noce moscata e 1/2 di semi di anice;

continua la cottura, mescolando di tanto in tanto, fino a quando il miele diventa di un profondo color caramello. Attenzione a non bruciarlo!

Togli dal fuoco e lascia raffreddare leggermente.

Spargi un po’ d’olio sulla superficie di lavoro o su una grande teglia. Versa il composto di miele e lavorare con cura con le mani bagnate per ottenere un bastone da 3 cm di spessore;
 

Fai raffreddare e indurire.

Intanto stendi la sfoglia, metti il bastoncino di miele nel mezzo e arrotola per racchiuderlo.

 Spennella lo “sfratto” con il tuorlo d’uovo
 

Metti in forno preriscaldato a 180° e cuoci per circa 25 minuti o comunque fino a doratura.

Togli dal forno e fai raffreddare completamente, quindi puoi tagliare il tuo sfratto a rondelle. Per chi NON è astemio come me, si gusta con il Vin Santo o Marsala.

…e buon appetito!

Anna Maria

Visita guidata tematica: Segreti e misteri del Ghetto ebraico

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